Novità detraibilità spese sostenute dal 01.01.2020

Si informano gli Associati che la Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, comma 679 (Legge di Stabilità 2020) ha stabilito che, a decorrere dal 01 gennaio 2020, al fine di poter beneficiare nella dichiarazione dei redditi 730/2021 redditi 2020 della detrazione di tutti gli oneri indicati nell’art.15 del TUIR e in altre disposizioni normative che consentono la detrazione Irpef del 19%, il pagamento dovrà avvenire SOLAMENTE mediante:

  • bonifico bancario o postale;
  • ulteriori sistemi “tracciabili”, diversi da quello in contanti, previsti dall’art.23 del D.Lgs. n. 241/97, tra cui carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

Il comma 680 esclude da questa previsione, consentendone il pagamento anche in contanti, dei seguenti oneri:

  • medicinali e dispositivi medici;
  • prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Di seguito alcuni esempi di spese per le quali il pagamento con denaro contante fa perdere il diritto alla detrazione: spese sanitarie diverse da quelle sopra riportate (esempio visite specialistiche private non erogate in strutture convenzionate al S.S.N.); spese per istruzione; spese funebri; spese per l’assistenza personale; spese per attività sportive per ragazzi; spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede; erogazioni liberali; spese veterinarie; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; spese sostenute per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale; ecc…

In mancanza di chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria, oltre alle quietanze di pagamento della spesa (ad esempio le fatture, ricevute ecc.), invitiamo a conservare anche copia del bonifico bancario o postale, ricevuta di pagamento con carta di credito ecc.

Si rammenta che queste specifiche sono valide per le spese sostenute dal 01 gennaio 2020.

SCADENZA IMU 16/12/2019

Pagamento del saldo dovuto per l’Imu propria inerente all’anno in corso, tenendo in considerazione che il tributo si rende dovuto per anni solari, a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria autonoma, e che, in ogni caso, deve essere corrisposto separatamente per ciascun Comune nel cui territorio sono situati i beni immobili in relazione ai quali sussiste il presupposto impositivo. Con riferimento a ciascun Comune, pertanto, occorre provvedere ad effettuare un distinto versamento, tenendo in considerazione che l’entità dell’imposta dovuta deve essere liquidata in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno durante i quali tale possesso risulta protratto (si deve essere computare come “mese intero”, il periodo di possesso risulta di almeno quindici giorni).

ACCONTO IVA 2019

Come ogni anno, entro il 27/12 imprese e lavoratori autonomi devono versare l’acconto dell’Iva dovuta per l’ultimo periodo del 2019.
I metodi di calcolo:
– il metodo storico che prevede che il versamento da effettuare sia pari all’88% del saldo a debito ottenuto da uno o più righi delle comunicazioni “liquidazioni periodiche” inviate o della dichiarazione Iva 2019 presentata per l’anno 2018;
– il metodo previsionale, che consiste nel fare una stima delle operazioni che verranno effettuate fino alla chiusura del periodo di riferimento. Il contribuente, per evitare sanzioni, deve prevedere con sufficiente certezza gli importi delle fatture che saranno emesse e ricevute entro la fine dell’anno;
– il metodo analitico, che si basa sulle operazioni effettuate entro il 20/12/2019. L’acconto è pari al 100% dell’importo derivante da un’apposita liquidazione che comprende l’Iva relativa ad alcune specifiche operazioni (dal 1° dicembre al 20 dicembre (contribuenti mensili) o dal 1° ottobre al 20 dicembre (contribuenti trimestrali).
I soggetti esonerati: coloro che registrano solo operazioni esenti o non imponibili; coloro che si avvalgono di regimi forfetari di determinazione dell’Imposta, regime forfetario dei contribuenti minimi o ad altri regimi che hanno tra le loro caratteristiche la dispensa dagli obblighi Iva; i soggetti che hanno iniziato l’attività quest’anno e quelli che l’hanno cessata prima dell’inizio dell’ultimo mese o trimestre del 2019; coloro che dopo aver effettuato il calcolo evidenziano un acconto Iva inferiore a 103,29 euro oppure coloro che nell’anno precedente hanno un credito d’imposta o un debito d’imposta inferiore a 117,38 euro.